No alla vendita di 7500 alloggi pubblici: lunedì 19 aprile manifestazione all'Ater di Roma per una nuova gestione della politica della casa

Lunedì 19 aprile manifestazione alle ore 10:30, a Lungotevere Tor di Nona 1, presso la sede centrale dell’Ater di Roma, contro il piano vendita di quasi 7500 alloggi pubblici e a favore di una sana gestione del patrimonio pubblico residenziale.

Roma -

 

A fronte di un patrimonio pubblico sempre più esiguo ed inadatto ad affrontare la crisi economica e sociale che si preannuncia di vaste ed inedite dimensioni, la Regione Lazio e l’Ater di Roma, applicando l’infame Piano Casa a firma di Matteo Renzi e Maurizio Lupi risalente al 2014, hanno messo in vendita quasi 7500 alloggi. A ciò si aggiunga non solo che l’iter da seguire per chi vuole acquistare è poco trasparente, ma anche che chi non acquista rischia di vedersi trasferire altrove, in altro alloggio, con conseguente espulsione dal contesto sociale in cui è radicato. Inoltre l’Ater negli ultimi anni ha approntato sempre più una politica privatistica:
-    così è stato per il cosiddetto bando Housing Sociale, con cui in alloggi Erp vengono applicati canoni calcolati con altri meccanismi, spesso più alti di quelli di mercato, e non vincolati al reddito del nucleo familiare;
-    così continua ad essere per gli immobili cosiddetti “di pregio” messi all’asta attraverso appositi bandi, o per alcune zone centrali, in cui il valore viene fissato in base all’OMI.

Il risultato è che in quelle che dovrebbero essere case popolari è venuta meno la funzione sociale con cui erano stati pensati e realizzati gli alloggi, tanto che in alcuni casi al loro posto troviamo b&b o altre attività portate al profitto, alla speculazione ed alla rendita.

Asia-USB e il Movimento per il Diritto all’Abitare denunciano da anni la mancanza di investimenti e progettazione di politiche attive sulla questione abitativa. In questa città nessuno ha mai garantito il Diritto alla Casa, anzi ciclicamente si sono susseguiti i tentativi di vendita e dismissione di quote di patrimonio (case popolari e non del Comune, case di Enti ed ex Enti pubblici), politiche atte a favorire processi di gentrificazione e svuotamento della città consolidata, col fine di fare cassa e ripianare i buchi di bilancio, dovuti a cattiva gestione o a norme assurde come quella che prevede che le Ater paghino l’Imu ai Comuni. Il tutto supportato da campagne diffamatorie e criminalizzanti nei confronti dell’inquilinato delle case popolari e da leggi ingiuste ed incostituzionali come il Piano Casa stesso, che all’art. 5 vieta l’iscrizione anagrafica a chi detiene un immobile senza titolo.

Contro la mobilità prevista dall’art. 3 del Piano casa Renzi-Lupi, la cattiva gestione del patrimonio pubblico, per riportare le Ater alla loro originaria funzione sociale e renderle enti specializzati nella gestione del patrimoni pubblico ed in grado di dare risposte ai bisogni dei cittadini attraverso il recupero del patrimonio dismesso o in disuso e la rigenerazione urbana secondo il principio del consumo di  suolo zero col fine sociale di SUPERARE l’emergenza abitativa e GARANTIRE il Diritto alla Casa, chiediamo la massima mobilitazione e partecipazione all’iniziativa che avrà luogo lunedì 19 aprile alle ore 10:30 presso la sede centrale dell’Ater di Roma, a Lungotevere Tor di Nona 1.
 

Asia-USB

Movimento per il Diritto all’Abitare

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