Fiumicino, USB al tavolo per discutere la situazione dei lavoratori del Commercio

Fiumicino -

USB ha partecipato ieri al tavolo convocato dall’assessore Anselmi del Comune di Fiumicino sulla situazione del settore commercio nell’aeroporto di Fiumicino e nel territorio, durante il quale ha sottolineato come le conseguenze della crisi pandemica con le sue ricadute sul trasporto aereo e sulle attività all’interno dell’aeroporto, abbiano aggravato le condizioni di difficoltà di un settore che da sempre presenta criticità per i lavoratori.

Il sistema delle concessioni a scadenza, con il continuo ricambio delle aziende, l’assenza di una clausola sociale ad ogni passaggio di appalto che preveda l’assunzione nella nuova impresa, l’uso quasi esclusivo di contratti part-time con salari bassi, precari e flessibili, hanno causato perdite occupazionali e un peggioramento nelle condizioni salariali e di vita per chi è rimasto.

L’uso massiccio di ammortizzatori sociali causa Covid, insufficienti a fronte di contratti a part-time ha fatto il paio con l’evidente tentativo di disfarsi di dipendenti “vecchi”, più tutelati e più costosi, con operazioni di raggiro del divieto di licenziamento attraverso trasferimenti inaccettabili che hanno colpito maggiormente le lavoratrici con trasferimenti in altre regioni. La vicenda delle lavoratrici Venchi è un esempio: trasferite al nord nonostante la presenza di tanti punti vendita sul territorio di Roma, esempio virtuoso perché loro con la lotta la battaglia l’hanno vinta e sono rimaste lavorare sul territorio di Roma.

Un settore a prevalente occupazione femminile che non ha ricevuto alcuna attenzione particolare, come avrebbe dovuto, per evitare dimissioni e licenziamenti in attesa della ripresa delle attività.

 

Ma le soluzioni ci sono e USB le ha portate con forza al tavolo del Comune di Fiumicino:

  • Clausola sociale per il passaggio dei lavoratori al cambio di azienda

  • Bacino di lavoratori/lavoratrici del settore espulsi per chiusura aziende e corsi di riqualificazione professionale per reinserirli in altre attività nell’ambito aeroportuale in crescita costante da anni.

  • Estensione della protezione salariale attraverso forme di ammortizzatori sociali fino alla ripresa totale delle attività e superamento della crisi COVID.

 

Nel restante territorio di Fiumicino le condizioni di difficoltà dei lavoratori/lavoratrici sono le stesse. La presenza di due importanti centri commerciali, Parco Leonardo e L. Da Vinci, ha creato nuova occupazione ma con le stesse caratteristiche di precarietà bassi salari.

USB ha chiesto al Comune di Fiumicino di farsi promotore di una riunione con la partecipazione dell’assessorato al lavoro della Regione Lazio e il gestore aeroportuale Aeroporti di Roma, visto che l’aeroporto di Fiumicino e il territorio con i due grandi centri commerciali contano migliaia di addetti che da due anni stanno affrontando problemi occupazionali e abbassamento delle condizioni salariali.

Il Comune di Fiumicino ha registrato le proposte e ha annunciato che il confronto proseguirà per ricercare soluzioni a queste problematiche

USB continuerà il proprio intervento al fianco dei lavoratori/lavoratrici del commercio

affinché non si perda più occupazione e salario.

 

 USB/Federazione Provinciale di Roma

 

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